Alchimia

Una frase del film Next con Nicolas Cage, del regista Lee Tamahori, rimbomba spesso nella mia testa: “Così succede, quando guardi una cosa quella si trasforma per il semplice fatto che l’hai guardata”.

Lo so, questa è fisica quantistica. Cos’è la fisica quantistica? È l’alchimia della vita, cosa vuoi che sia, è ciò che non si conosce e si manifesta attimo dopo attimo senza nemmeno che ce ne accorgiamo, modificando situazioni, traslando da un percorso a un altro senza esserne coscienti mentre viviamo immersi nel caleidoscopio spesso caotico delle nostre percezioni senza sapere che è semplicemente fisica quantistica.

 

Rapporto la vita alla Crema al Cioccolato, chi la prepara sa a cosa mi riferisco.

Unisci i tuorli allo zucchero e inizi a batterli. Tutto quell’impasto granuloso e appiccicoso fa temere, al novello, che non si giungerà al risultato voluto.

Nel frattempo il latte si sta scaldando con il baccello di vaniglia e satura le molecole dell’aria con l’esotico profumo. Non sei consapevole che sono le molecole, forse non sai nemmeno cosa sono le molecole, tuttavia il senso dell’olfatto è invaso dal profumo, mentre batti la massa appiccicosa ed eterogenea e aspiri con voracità inconsueta quell’aroma che entra nel cervello, modifica le sinapsi, dona benessere a tutto il corpo e dalla bocca esce un “aah!”. Non è un’esclamazione come parrebbe a prima vista, è segno di meraviglia, è rilassamento delle tensioni di ogni fibra muscolare.

Così ora la massa eterogenea e appiccicosa non è più temibile, si frusta si frusta fino a quando muta il suo aspetto e compare un composto omogeneo, pare fatto di una cosa sola, spumoso, invitante, chiarissimo.

 

Poca farina, il latte con la magia esotica, il cioccolato e su fuoco lento, lento, spatolando e spatolando con pazienza e costanza di movimento che necessita grazia. Intanto i sensi sono tutti catturati dall’odorato che la fa da padrone, anche la vista a questo punto non è da meno rimirando quella vellutata lucida e fumante che avvisa già il gusto di tenersi pronto perché è necessario aver fiducia nelle promesse.

 

La crema tende a prendere bollore: per un paio di volte la si toglie dal fuoco e continuando a spatolare si lascia raffreddare un poco la massa perché la temperatura deve rimanere costante, è la costanza del calore che rende il risultato eccezionale, quindi di nuovo su fuoco lento per l’ultima volta in attesa del risultato finale.

 

Dopo aver coperto la cucina di misure e misurini sporchi, setacci, pentolini, pezzi di carta delle confezioni aperte, gusci rotti e gocciolanti di albume, fruste sporche d’uovo minacciosamente appoggiate sul tavolo di legno, dopo esserti ridotta il polso dolorante e le gambe pesanti per il troppo stare in piedi a spatolare e spatolare, ecco l’apoteosi di tutti i sensi pronta per la grande gioia. In tutta questa estasi e stupore si entra in un’altra dimensione dove la macchia di farina sul magione non è tragedia, non si dà importanza al vapore che increspa i capelli, il mondo è assente e i pensieri caotici dimenticati o almeno addolciti.

 

E così da ingredienti in apparenza tanto differenti tra loro e senza nulla in comune nasce un’unica cremosa e omogenea creazione. Dai diversi nasce una cosa nuova che li contiene tutti, sebbene non appaia. Tutti hanno rinunciato alle proprie peculiari caratteristiche per fondersi insieme e dare vita a un nuovo composto che sono essi stessi sebbene in altra forma.

 

Avvertenza: preparare la Crema al Cioccolato è una coccola personale, anche se la mangiano gli altri, quindi prepararla rigorosamente quando nessuno può disturbare.

Non è la Crema al Cioccolato la parabola alchemica della vita per eccellenza?

 

 

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