Bellezza

Quando l’evento è stato a Torino l’ho perso. Mi sono detta: pazienza.

Sono quelle scuse che trovi quando non riesci a soddisfare un tuo piacere, pazienza. Quando rinunci a qualcosa cui tieni veramente, non importa.

Adesso la mostra sui Preraffaeliti è a Milano, le tele arrivano dalla Tate Britain di Londra. Ottanta tra tele e disegni e posso assicurare che non c’è niente di più travolgente che stare di fronte a questi dipinti. Beh, forse sì. C’è Hayez, travolgente pure lui. Caravaggio, il cui Narciso mi ha fatto piangere e non riuscivo a schiodarmi di lì mentre mia figlia mi diceva mamma, che figura stai facendo. La Primavera di Botticelli ha scandito i miei sogni in gioventù e tappezzavo ogni cosa che potevo con i suoi poster. Alma-Tadema, del quale ho sempre pensato non fosse umano per come dipinse. Comunque. Pare sia un movimento davvero poco considerato, quello dei Preraffaeliti. A me smuove tutto quello che c’è.

 

Così, grazie al fatto di aver detto “non fa niente” alla persa di Torino e ritrovandomi un’occasione inaspettata a così breve distanza a disposizione, ho compreso l’assurdità di NON IMPORTA.

 

Oh, sì che importa, importa tantissimo. Importa che bisogna smetterla con questo sminuire quanto costa essersi persi qualcosa cui si tiene. Importa che bisogna salire sul tavolo e sbattere i piedi con veemenza, pur di manifestare quanto importa.

Bisogna che si molla tutto, via via, e con quella grazia che è donata dalla leggerezza fare quello che importa.

Importa che quando diciamo non-importa è perché il cuore ha una piccola contrazione. Altrimenti faremmo una risata.

Importa che ciò che ci dona sensazioni dell’anima ha la precedenza su qualsiasi altra cosa.

Importa che piano piano si muore e non ci si accorge che poi non importa più nulla.

Importa che la vita ha valore per ciò che ci importa.

 

Così vado a Milano, a Palazzo Reale, e ci vado con trepidante attesa perché sarà un evento grandioso, talmente mi importa di vedere i Preraffaeliti.

 

Dante Rossetti, pittore preraffaelita, disse: “Tra pittura e poesia vi è la stessa relazione che intercorre tra uomo e donna: il punto in cui sono maggiormente simili è la suprema perfezione nella bellezza”. E così è.

 

In apertura: Dante Rossetti – Fanny Cornforth, che è stata modella e amante del pittore. Si ritrova la sua figura in molti dipinti.

 

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