Come fossero monetine

Oggi ho telefonato a Mariuccia. Erano diversi giorni che volevo sentirla. L’ho chiamata in un intervallo di dieci minuti, rubandolo prima di uscire di casa per l’appuntamento successivo della giornata.

È così piacevole parlare con lei. Quando vado a trovarla, le rare volte che riesco, mi riprometto di ritornarci la settimana successiva. E invece niente, non ce la faccio e ripassano i giorni, trascorrono come fossero monetine.

 

Lei e Peppino, il marito, vivono in una grande casa a 18 chilometri da me. Una stupidata di viaggio, un soffio di tempo che utilizzo per mettere ordine ai miei pensieri. Sono affezionata a entrambi e considero una grande ricchezza il fatto che siano entrati nella mia vita. Quelle circostanze misteriose che ti recapitano un tesoro. Vicini alla novantina sono tra le persone più piacevoli che conosca, parliamo di molte cose nei pomeriggi che trascorriamo insieme, mentre percepisco un caldo abbraccio affettuoso che mi fa sentire al sicuro.

Tanto riescono a fare le persone di cuore.

 

E quindi ho compreso, proprio oggi, proprio in quei dieci minuti al telefono, come tratto il tempo, come fosse monetine.

Questa faccenda del figurare le monetine mi è venuta parlando con uno dei miei figli. Mi chiedeva come fare una determinata cosa per ottenere un certo risultato. Gli ho chiesto per quale ragione si accontentasse di “quel” risultato, perché faticava tanto visualizzando solo mentine. Perché ti accontenti di monetine? gli ho domandato.

E questa cosa delle monetine è entrata nel gergo famigliare.

 

Così in quei dieci minuti al telefono mi sono resa conto che anch’io mi accontento di monetine. Presa nel vortice delle più che numerose situazioni che al momento mi catturano, tralascio quelle che mi  darebbero grande gioia.

Si sa com’è, via una l’altra, maciniamo impegni assolvendoli con la mente in là, oltre l’oggi, forse tra una settimana o più, quando tutto sarà risolto e noi avremo tempo.

Non accadrà mai.

Il tempo ce l’ho già. Dipende come decido di usarlo. Dipende se mi voglio concentrare solo sulle monetine, quelle situazioni che arrivano dall’esterno e ti chiedono, ti chiedono ancora fino a prosciugarti, senza lasciarti alcun valore aggiunto; o se decido di avere più valore rispetto a misere monetine e introduco momenti, a discapito di altri, di ricchezza interiore che nutrono con la loro dolcezza. Ed è un nutrimento che permane.

 

Ed ecco che ho rivisto, inaspettatamente, la storia del tempo in mazzetti. Perfetto calcolare gli attimi vissuti con la consapevolezza che viviamo un attimo dopo l’altro. Ma questi attimi vanno caricati di valore, ecco la novità, senza accontentarsi di monetine.

A Peppino era piaciuta molto l’idea di dividere il tempo in mazzetti da cinque minuti l’uno. Ora lo informerò dell’ulteriore sviluppo della situazione. E attendo suoi saggi commenti quando lo saprà.

Potrebbe interessarti anche

Top