Cose strane e Keats

Ogni tanto mi succedono cose strane. Mi giungono pensieri fulminei che non hanno nulla a che vedere con ciò che sto vivendo in quel momento. Oggi, ad esempio, ero intenta a lavare l’insalata quando all’improvviso ho pensato: “Tanto vale che faccia quello che mi diverte”. Non resto più sorpresa da questi accadimenti, ci sono abituata. Non mi domando più nemmeno chi pensa. Ho la sensazione che mi sento pensare. So che può risultare poco chiaro ma è esattamente quello che accade. Come fossi due persone, che sono comunque io, una che pensa e l’altra che sente la prima pensare. E comunque quando accade non mi si muove un capello. Convivo da molto con quelle che ad altri possono sembrare stranezze. Generalmente sono pensieri chiarificatori, indicatori, lampi di genio (che poi non vengono concretizzati).

 

Quello legato al momento in cui mondavo l’insalata mi ha lasciata perplessa. In che senso? Tanto vale rapportato a cosa? Quando è apparso stavo guardando fuori in giardino e constatavo che “anche oggi niente raggi di sole, acquerugiola senza senso, tanto per inzupparci le ossa”. Ero impegnata dunque, in una di quelle conversazioni a tu-per-tu che spesso faccio con me stessa. Amo parlare con me stessa e non mi do affatto sempre ragione. Cerco un confronto, con me stessa, un botta e risposta degno di una riunione di brain-storming. Amo in particolare quando mi escono battute spassosissime e allora io e me ci divertiamo molto, fino alle lacrime. Del resto possiamo permettercelo, nella nostra intimità. Quindi ero impegnata al momento in cui il pensiero si è palesato.

 

Tralasciando le domande che non hanno risposta mi sono chiesta, visto il pensiero che era stato pensato, cosa mi diverte. Diverse esperienze, e una di queste è senza dubbio scrivere. Ho scritto molte cose ma non ho mai scritto una vera poesia. Beh, non è del tutto vero. Ne ho una raccolta, poesie scritte in gioventù. Era un periodo piuttosto depresso e non hanno più trovato aderenza a nessun momento. Sono da qualche parte, non so bene dove, dimenticate nel loro angolino che non ho nemmeno voglia di trovare.

Quindi ho deciso che finito con l’insalata mi sarei dedicata, solo mentalmente per questioni di tempo, a vedere cosa compariva nella testa.

 

Solo cinque minuti dopo mi è arrivato il messaggio di un’amica con dei versi di John Keats:

 

Lasciate intanto che la musica erri

ai miei orecchi d’intorno; e come quella

ogni cadenza deliziosa tocca,

lasciate che io scriva un verso pieno

di molte meraviglie delle sfere,

splendido al suono: con che altezze in gara

il mio spirito venne!

 

L’animo ha sussultato, ammutoliti anche i pensieri. Niente poesia, meglio di no, inventerò qualcos’altro.

Potrebbe interessarti anche

Nessun Commento

Lascia un Commento

dodici + 8 =

Top