Dare vita

Oggi piove. Le previsioni davano notizie poco rassicuranti, per questa giornata, nuvola con quattro gocce e punto esclamativo rosso. Disastro annunciato. Invece piove, insistentemente e dolcemente, penetrando nel terreno e rifocillando tutte le piante. Le piante apprezzano gioiosamente questa pioggia, le vedo, se ne stanno belle ritte a prendersela proprio tutta. Oggi vento da Nord, il mio preferito. Solo 14 nodi, vento dolce, ma che fa inclinare verso Sud tutte le gocce di pioggia, creando un movimento trasversale a questa monotonia verticale. I sottili rami carichi d’acqua delle Betulle ondeggiano debolmente.

 

Dare vita è la cosa più portentosa che esista. È la manifestazione dell’amore stesso. Non è necessario mettere al mondo un essere umano, per dare vita. Si può dare vita a un’idea. Quante idee abbiamo che accantoniamo per essere troppo presi in altre mille faccende. Che poi, forse, invece di avere solo cose reali, molti sono affanni. Idee affannose, che coprono quelle creative.

È interessante notare come veniamo catturati maggiormente dalle idee affannose. Forse perché di fondo sentiamo la necessità di dare un senso alla nostra vita. Lo riscontro nella maggior parte delle persone che mi circondano. Dare un senso nell’affanno, nella complessità. Questo atteggiamento ci fa sentire che abbiamo un qualche valore. Avere problemi da gestire senza mai trovare una soluzione. La creatività ne esce distrutta, di sicuro. E così le idee creative, che invece nascono spontaneamente nella calma, vengono cestinate e mai più riprese, dimenticate, come non fossero esistite. Perché un’idea si concretizzi deve essere curata e seguita.

 

Un consiglio di Richard Branson è quello di non essere mai sprovvisti di taccuino. Lui ne ha a bizzeffe, persino sul comodino per le idee che sprizzano fuori durante la notte. Dice che appena gli viene un’idea se la annota. Poi la rivedrà e valuterà se è appropriata o meno. Sceglierà fra tutte le annotazioni quelle degne di essere sviluppate. Dobbiamo dirlo, pare proprio che funzioni. Io non ho mai tenuto un taccuino per le mie idee, proprio in questi giorni ho preso la decisione che lo farò. Perché in effetti mi sono resa conto che ci sono stati pensieri/idee che sono comparsi all’improvviso sullo schermo della mente, non sollecitati o ricercati, che hanno fatto scaturire un “ha-ahh!”, ma poi sono scomparsi, inghiottiti chissà da che cosa, e non ne ho più accesso. Idee sparpagliate che probabilmente qualcuno raccoglierà e farà proprie, perché costui è più furbo di me e se le segna, le mie idee che girovagano là fuori, senza identità.

 

Dare vita è la cosa più portentosa che esista. E più ancora portentoso è quando diamo vita a noi stessi, permettendoci di essere liberi nella testa e rifiutando di essere rinchiusi in gabbia di determinazione, richiusi in un’app di quelle che si possono aprire e chiudere con un click, di essere fintamente codificati in un ruolo. Dare vita a noi stessi è la manifestazione d’amore più grande. Noi ce la togliamo con molti dogmi, la vita, pensando che altrimenti non vivremmo. Credo proprio che amare se stessi significhi darsi vita, senza tante teorie o giri di parole. Questa sì, mi pare una bella idea.

 

La foto in apertura è di Tereza Andresen, sempre lei, un vero mito, tocca l’anima. Profilo Instagram: https://www.instagram.com/specks_and_all/?hl=it

Il suo sito con il suo portfolio: https://www.specksandallphotography.com/

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