Facciamo partire il sito

Mycol mi ha detto: mi occorre un testo per far partire il sito. Mycol è la competenza in persona della quale sono totalmente priva.
Questa sua frase ha creato un vuoto pneumatico nel mio cervello e per giorni non ho avuto nemmeno un’idea.
Come! Il pentolone delle idee ribolliva fino a un attimo prima, e l’ha fatto per mesi, di argomenti, pensieri, ragionamenti, notizie, sentimenti, e aspettavo solo il momento per metterli nero su bianco, per così dire, visto che nero su bianco nel mondo immaginario è inesatto.

Questa importanza che avverto in realtà non esiste. Sarà un’emozione, come sempre accade, a congelarmi tutto il cervello.
Sarà che questa partenza, perché l’avverto come una partenza, un percorso tutto nuovo che inizia da qui, sarà che questa partenza è carica di significati per me.
Il mio modo di comunicare in questo vasto e sconosciuto mondo del web, eccole lì, le parole non stampate, bensì vaganti chissà dove. Probabilmente nel vuoto. Vuoto? Proprio no. Quel contenitore virtuale che conterrà le mie parole è pieno zeppo di vie, vie virtuali ma pur sempre tracce, che si intersecano e vanno in tutte le direzioni in tempo reale, quantità inimmaginabili di parole che non si possono nemmeno contare. Tutte ben ordinate per direzione, ovviamente.
Non è sorprendente? Algoritmi e linguaggi a me del tutto sconosciuti ai quali affiderò la direzione delle mie parole.
Senza la fisica quantistica tutto questo non esisterebbe.

Scriverei le mie parole sulla carta, come ho sempre fatto, e resterebbero lì, inchiodate senza ampio respiro, senza potersi muovere per raggiungere qualunque click che le richiami.
Perché viaggeranno, le mie parole, ma non avranno meta né un posto dove fermarsi se non saranno chiamate. Questo è il mondo virtuale: puoi metterci di tutto ma quel tutto non ha esistenza vera, è illusorio, può esistere solo come potenziale.

Questa potrebbe essere la metafora di molti nostri desideri, vero? Restano lì, accanto a noi in un posto indefinito, e spesso tentiamo di lanciarli fuori di noi nella speranza che siano acchiappati e soddisfatti da qualcuno.

Per le mie parole sarà diverso perché, siccome sono le mie parole, si tufferanno nel vuoto del web solo per il piacere di farlo. E se verranno acchiappate da qualcuno con un click saranno servite anche a comunicare su più livelli, non solo il mio, e saranno contente perché avranno un posto in cui fermarsi.

L’inizio di questa mia nuova esperienza non mi lascia indifferente, mi elettrizza e mi diverte. E dunque vedi Mycol, eccolo qui il primo testo con cui partire. Alla fine mi accorgo che quel peso esisteva solo a causa dell’inazione. Spesso ho notato questo meccanismo e inizio a credere che valga un po’ per tutti gli ambiti della vita. La testa si ingarbuglia nei suoi ragionamenti e nelle scusanti che vuole scovare. L’azione, qualsiasi azione, è l’inizio della semplicità. Qualunque azione per cominciare è il bandolo della matassa, per poi accorgersi che forse tutto quell’ingarbugliamento esisteva solo nella testa.

Buona avventura dunque!

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