Fortuna

Se mi chiedessero cosa voglio dalla vita direi fortuna.

Ci vuole costanza, determinazione, forza per rialzarsi quando si cade, competenze, ma senza il magico momento giusto dove tutto quello sopra si infila a perfezione, ecco, tutta quella tenacia è vana.

La fortuna può essere molte cose. Può essere la tenacia per non mollare fino al momento magico, può essere la ferma credenza di esserlo già, fortunati. Può essere la capacità di fluire con gli eventi inevitabili guardando le opportunità che possono nascere e afferrarle al volo. Molte condizioni passano per “fortuna”.

 

Vogliamo una vita meno complessa. Tutte le persone con  cui parlo vogliono una vita meno complessa. Tuttavia trovo che ce la complichiamo da noi stessi. Abbiamo molte esigenze che vogliamo soddisfatte. Abbiamo attaccamenti per cose che reputiamo importanti, e non lo sono. Saranno i condizionamenti, che questo sistema ci infligge facendoci credere sia indispensabile, altrimenti siamo fuori. Sarebbe catastrofico esserne fuori? Sarà che con questi condizionamenti siamo così staccati dalla vita che non ci ricordiamo la semplicità.

 

Amazon ha lanciato Scout. È un robot-postino per le consegne. Basta fattorini, costi carburante, soste sui marciapiedi all’impazzata, buongiorno buonasera. Scout è un piccoletto che viaggia in totale autonomia sulle sue sei ruote, diligentemente sul marciapiedi scansando con precisione gli ostacoli. È partita la prova di questa innovazione negli Stati Uniti. Mi chiedo: il piccoletto arriva in altezza a suonare i campanelli? Bezos sicuramente avrà previsto ogni cosa. E il resto, quello che ancora deficia, lo aggiusterà in uno snap.

Elon Musk ha deciso che rende pubblici tutti i suoi brevetti. Li potrà usare chiunque. Vuole accelerare il progresso dell’umanità, dice. Tanto lui ha già detto che va su Marte. E tanto è dimostrato che le auto elettriche inquinano di più.

Perciò sono curiosa di vedere quale accelerazione lo sviluppo tecnologico avrà ora. Vorrei un tostapane con il sistema di navigazione come il piccoletto Scout che mi portasse il toast nella stanza in cui mi trovo o, meglio ancora, una moka che al comando vocale sa farmi il caffè in autonomia. Detesto il caffè in cialde. E poi tutto quell’alluminio…che fine farà? Posso soddisfare questi due desideri?

Tutti questi brevetti e queste innovazioni porteranno una vita più semplicemente vissuta? Potremo accedere finalmente a energia pulita e illimitata? Riusciremo ad avere coltivazioni prive di dannosi elementi e un cibo sano che ci nutre davvero? Guariremo dalla confusione mentale di avere/essere/innovazione/tradizione/valori/progresso?

Sono partita dalla fortuna, lo so. Spazio, saltello, nelle parole e nelle idee. Elon Musk mangia la torta di mele che fa la nonna? E come combina questo con tutta la sua visione spaziale? Pare ridicolo, ma è una domanda che mi pongo.

 

La fortuna è un ingrediente indispensabile. Ce la attiriamo noi, l’intervento della dea bendata. Secondo me è bendata perché non le interessa proprio a chi elargire i suoi favori. Purché sia invocata, cercata. Purché qualcuno abbia fiducia, tanto da obbligarla ad asserire.

 

L’immagine di copertina è di Dìna. Le ho chiesto il permesso di pubblicare le sue macro, sono meravigliose. Che persone gentili che incontro. Dìna è su Instragam, al profilo https://www.instagram.com/dinatelhamiphotography/?hl=it

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