Guardie e ladri

Ieri la sonda Insight è atterrata su Marte. Si è trovata insieme a Curiosity e Opportunity. Immagino sia stato uno di questi due rover a filmare e scattare foto del nuovo lander, altrimenti risulterebbe preoccupante. Non ho seguito con attenzione le varie fasi.

Il viaggio di Insight è durato poco meno di 7 mesi. Mica poi tutto ‘sto gran tempo, pensando che per arrivare sulla Luna, che è a un tiro di schioppo, l’Apollo 11 nel 1969 impiegò 4 giorni. Insight ha inviato anche il primo selfie, oggi, mentre dispiegava i suoi pannelli solari, rendendolo simile a un gigantesco coleottero.

Si chiama Insight perché la sua lunga missione è esplorare il sottosuolo del pianeta rosso. Iniziamo a trivellare anche lì. Si vuole scoprire, per giubilo della scienza, se quelle famose tracce d’acqua scoperte sotto i ghiacci del Polo Sud sono più calde sottoterra. E del resto l’Artico terrestre si scioglie e non è mai stato così caldo da più di 44 mila anni, dicono le notizie. Così andiamo a scoprire quello marziano. La Nasa esulta.

Elon Musk ha annunciato che lascia Tesla e pare abbia affermato che sarà tra i primi uomini a posare piede sulla polvere rossa. E io mi ritrovo perplessa. Il gigantesco coleottero Insight cosa ci fa in quel caldo caldissimo?

 

Le persone ignoranti come me restano del tutto indifferenti, l’ho notato. Sai com’è, siamo di mentalità paesana, mente ristretta e abbiamo paura a uscire dal nostro guscio, buttarci fuori nello sconosciuto. A bordo di Insight ci sono molte strumentazioni italiane, i vari istituti fisici e spaziali hanno contribuito. Ma ancora non ci viene l’esulto. Noi siamo più per farci i fatti nostri, quelli ignoranti come me. Ci accontenteremmo di spendere una piccola parte di quella fatastiliardica cifra per sistemare casa nostra, che ne so, giocare a guardie e ladri per esempio, impedendo la caccia alle balene questa volta davvero però mica con quelle firme sui trattati con l’inchiostro simpatico, o pagare le guardie, tante guardie, che inseguono e catturano i ladri di corni di rinoceronte per esempio. Bisogna dire ai rinoceronti di farsi furbi come gli elefanti che ultimamente hanno imparato a nascere senza zanne.

Oppure giocare ai quattro cantoni cercando di fregare il cantone, con mossa fulminea, a chi sta distruggendo la foresta amazzonica oppure a quello bislacco, che si crede invincibile, che scarica in mare rifiuti tossici. La lista è lunga, ci sono cantoni da fregare in ogni dove.

Con un’altra piccola parte della fanta-fantastiliardica cifra che è costato il coleottero gigante potremmo finanziare la riconversione delle industrie perché finalmente mettano a frutto le centinaia di brevetti depositati da decine di anni per la produzione non inquinante di energia, o per materie prime completamente biodegradabili anziché farlo fare con enormi sforzi e su piccola scala alle stat-up, o l’installazione di apparecchi che assorbono l’inquinamento dall’aria, per esempio. E di quella cifra gliene resterebbe ancora un bel po’. Ma no, vogliono colonizzare Marte. In effetti fa un certo effetto, dona un senso di onnipotenza.

 

Così mentre Insight si appoggia proprio lì e Musk annuncia che ci andrà mi chiedo questo mondo che mondo è. Vorrei dire, così tanto per, che se mi dessero i soldi che è costato il trasporto del coleottero alla rampa di lancio potrei far piantare alberi per dare ombra alle strade del mio paese che di alberi non ce ne sono e potrei asfaltarle, forse riuscirei ad arrivare anche a fare un bel pezzo di superstrada.

Mentre la Nasa esulta io, da ignorante, vedo solo il fallimento dell’ormai fatiscente. Sorry.

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