Hallelujah

Ho visto una deliziosa bimba ricciolina di un anno o poco meno in braccio a suo padre. Aveva una tutina sbracciata a fiorellini rosa ed era tutta arrossata e sudata. Fa caldo. Sua madre seduta vicino si sventolava con un giornale,  le gambe divaricate per allargare la gonna nel tentativo, vano, di far passare un po’ d’aria in ogni posto possibile. La bimba giocava con il naso del papà e rideva, buttando indietro la testa a dimostrare che era divertita davvero. Inconsapevole del fatto che il caldo può stramazzare. Non lo sa, ancora, non le è stato mostrato che con il caldo ci si deve andare prudenti, muovendosi il meno possibile, sventolandosi per respirare meglio.

 

Se anche noi non conoscessimo le differenze? Se non sapessimo la differenza tra freddo e caldo. Se fossimo incapaci di vedere il male, e quindi il bene, se non assumessimo con veemenza che uno sì e l’altro no, forse non esisterebbero. Forse esistono perché noi crediamo di sapere che esistono. Se non sapessimo che il mondo è un posto pericoloso forse lo creeremmo pacifico. Se non riconoscessimo le cose sbagliate ogni nanosecondo giudicando e incazzandoci per ciò che crediamo di vedere forse non saremmo mai incazzati.

Se non conoscessimo le differenze assumendole come vere forse vivremmo in un posto molto diverso.

 

Potrebbe essere questo il paradiso. Essere talmente inconsapevoli della scissione dell’intero in due qualità distinte e opposte che richiedono di schierarsi, che l’intero resta tale. E l’innocenza di quella bimbina me l’ha messo sotto gli occhi. Anche lei imparerà che il caldo stramazza e il freddo irrigidisce le ossa e credendolo e vivendolo così vivrà.

 

È un periodo di riflessione, come si nota. La riflessione è nata dall’osservazione. Di colpo ho iniziato a guardare le persone e le loro reazioni alle cose della vita, agli eventi, anche eventi che non riguardano loro, la loro paura, bloccano account, richiedono password aggiuntive, l’accesso binario, chiudono le pagine, chiudono le borsette, nascondono gli oggetti, non lasciano mai i finestrini aperti quando scendono dall’auto, nemmeno due dita per far passare un po’ d’aria, togliti di lì che qui sono matti ti tirano sotto, quella farà una brutta fine, se non saluta figurati se inizio io. Ma come viviamo?

 

Mia figlia oggi ridendo mi diceva che, nonostante l’età, non riesco proprio ad uniformarmi a questo pianeta. Hallelujah.

Potrebbe interessarti anche

Nessun Commento

Lascia un Commento

19 − 15 =

Top