La festa di chi dice sì

Mia figlia ha fatto un incidente, ha ragione lei, ma essendo neopatentata quindi inesperta ho dovuto accompagnarla alla ricerca della persona responsabile, l’altro guidatore, per compilare la constatazione amichevole. Alla ricerca, propriamente, perché le ha lanciato un segnale del tipo, ho fretta devo andare abito di là. Eppure l’abbiamo trovato, e tutto è stato fatto per bene.

Mio figlio necessita di supporto, a volte, perché ha bisogno di un cuore amico che gli dica che va tutto bene. Fa l’imprenditore, è giovane, fa tutto da solo, e io tento di stargli vicino, anche se in realtà lui mi batte a testa e coraggio.

L’altro mio figlio si è fatto male cadendo dalla bici, va a correre sui sentieri sconnessi con una bicicletta apposta, non credo potrei chiamarla mountain bike perché si offenderebbe, non so bene se lui o la bici. Tutto un gluteo escoriato, con forte suppurazione in gran parte dell’escoriazione e nessun medico rintracciabile per giorni, fatto strano, tranne la guardia medica che gli ha fatto l’antitetanica. Quindi due medicazioni al giorno, piuttosto complicate per me, e ho anche deciso di cambiare le indicazioni della guardia medica e fare a modo mio, perché stava peggiorando. Ha funzionato, ho decenni di esperienza con ferite, bruciature, escoriazioni. È partito per Shanghai carico di flaconi, garze, cerotti, pomate e mercurocromo, via per sei giorni per lavoro. Come fai con il sedere? Porto anche lui, mi ha risposto. Spiritoso.

 

E così sono passati i giorni, travolgendo i programmi che mi ero fatta per le mie giornate e per il mio lavoro. Non riesco ad arrivare dove voglio arrivare, mi pongo traguardi del fare che vengono puntualmente disattesi. In questi casi li ignoro beatamente, ho un eccezionale allenamento a ignorare ciò che non riesco a raggiungere per cause improvvise e valutare solo le cose che hanno l’etichetta “priorità pena uno tsunami”.

 

Mia figlia mi ha chiesto cosa stessi cercando: sto cercando la foto per questo articolo. E quale vuoi? Quando la trovo te lo dico. Lei: io non so come fai, come fai a vivere e fare le cose senza avere una chiara idea? Allenamento, semplicemente allenamento. Sai che ciò che ti piace compare, a un certo punto. Sai che è controproducente mettere un’idea ben precisa davanti perché non è detto che sia la migliore, non è detto sia l’unica possibile, non è detto, e basta. Allenamento.

 

Oggi è la festa della mamma e nonostante si sappia che non mi tocca nemmeno un po’ sono comunque arrivati i fiori con biglietto e dedica tenera. Li voglio tutte le settimane, i fiori. Li voglio ogni santa volta che un respiro passa consapevolmente nel pensiero che ci sono, che amo. Cosa vuoi che sia a maggio, un unico giorno a maggio. Un messaggio di imbesuimento a scopo commerciale, che altro. La mia festa è ogni santo giorno che passa, ogni santo giorno che dico sì.

 

E la conseguente riflessione è che la festa di chi ama, di chiunque sappia amare, è ogni santo giorno, ogni giorno che dice sì. Quindi ogni giorno è una festa. Facciamo come Alice, tranne il giorno della festa della mamma, di san valentino, del papà e di tutte quelle scoglionerie (posso dire scoglionerie?), ogni giorno è la festa di chi dice sì. Potrebbe portare a un miglioramento generale celebrare ogni giorno la festa di chi dice sì? Di chi ama? Di chi sa di essere amato? Se le persone sempre imbronciate si ricordassero tutti i giorni che sono amate, migliorerebbe la contrazione dei loro muscoli facciali?

 

Mi è tornata la voglia di riandare nel deserto. Non è una via di fuga, è la magia che c’è in quel luogo, l’assenza di tempo e di pensieri. La verità di ciò che c’è e niente altro. La verità di ciò che tu sei e niente altro. Ci sei tu e il nulla, quello spazio vuoto che in realtà parla una lingua antica e ti comunica tutto ciò che vuoi sapere. Non so esattamente come faccia, ma lo sa fare. Quello spazio vuoto che non senti nemmeno l’esigenza di riempire.

E allora, mi chiedo, perché qui ce lo riempiamo così tanto da non esserci più noi? È ora di stare nel deserto qui, dove siamo. E sul posto farci una capatina ogni tanto, per ricalibrarci.

Potrebbe interessarti anche

Nessun Commento

Lascia un Commento

diciassette − cinque =

Top