Molto lentamente

Sto rivalutando molte cose. La lentezza, ad esempio. È interessante notare come siano le condizioni estreme a portarci verso la risoluzione delle stesse.

È più di un anno che corro forsennatamente senza nemmeno un giorno di pausa, che dico un giorno, nemmeno mezza giornata.

 

Luis Sepúlveda ha scritto un illuminante racconto, Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza. È un libretto edito da Guanda Editore. Forse anche Sepúlveda era giunto alla stessa conclusione. Forse no, lui è uno di quelli avanti, ha solo scritto dalla sua saggezza.

Questa lumachina decide di lasciare il suo gruppo di lumache, che se ne stanno nel loro angolino tranquillo a mangiare tarassaco con le loro abitudini e non vogliono scomodarsi a cercare risposte su chi sono e perché sono così lente. Vogliono rimanere ancorate al loro pezzo di prato senza che qualcosa possa metterle in pericolo. La lumachina voleva conoscere i motivi della sua lentezza così intraprese un viaggio. Un viaggio molto avventuroso in realtà, alla ricerca del Paese del Dente di Leone.

Scoprirà il suo nome, Ribelle, perché la tartaruga le dirà che così vengono chiamati gli uomini che fanno domande scomode, ad esempio: abbiamo davvero bisogno di tutte queste cose per essere felici? Oppure, è necessario andare così in fretta?

Diventerà famosa e poi una leader portando in salvo le altre lumache.

Lentamente, molto lentamente. Come l’autore ripete costantemente.

Ribelle scoprì chi era e imparò l’importanza della lentezza.

Lentamente, molto lentamente.

 

Mi sono resa conto mentre lo leggevo, nel 2013 appena uscito, che queste parole provocavano un rilassamento delle tensioni accumulate. Semplicemente perché ne riconoscevo la veridicità.

E quindi la domanda è: perché pur sapendo la verità rimaniamo aggrappati al vecchio? La fretta quotidiana ci distrugge, lo sappiamo. Pure è innegabile che ci sono molte cose che richiedono la nostra partecipazione attiva.

È tutto nella testa.

Posso fare tutto ciò di cui devo occuparmi con la lentezza interiore, che significa calma, nella testa. Ho sperimentato che mantenendo un atteggiamento mentale di leggerezza riesco a fare tutto senza affanno. E ho sperimentato che posso disfarmi di molte situazioni delle quali mi sono fatta carico senza che fosse davvero necessario. E ho sperimentato quanto sia facile perdere la leggerezza e tuttavia quanto sia anche facile mantenerla.

 

“In questo viaggio che è iniziato

quando ho voluto avere un nome

ho imparato tante cose.

Ho imparato l’importanza della lentezza e, adesso,

ho imparato che il Paese del Dente di Leone,

a forza di desiderarlo, era dentro di noi”

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