Presentazione

Presentare questo sito non è cosa semplice. È il mio sito, come risulta evidente. Ho ragionato se dargli un nome di fantasia, ma quei pochi che mi sono venuti in mente, sebbene originali, erano deludenti. L’idea iniziale era chiamarlo con il titolo del libro appena autopubblicato, “Le donne sono vento”. Mi è sembrato, passato il primo momento di entusiasmo, che fosse riduttivo, che mi chiudesse in una gabbia un po’ troppo stretta. Io non sono il mio libro. E non voglio parlare solo del mio libro. Del resto un nome doveva pur averlo perché, di qualunque cosa si parli, se non è chiamata non esiste, non ha vita, resta solo un’idea.
La scelta dunque è stata un po’ obbligata, in un certo senso, e anche suggerita, quella di chiamarlo con il mio nome; è il mio sito, che altro nome avrebbe potuto avere?

Questo spazio è il quaderno virtuale sul quale scriverò e parlerò di molte cose, tutte quelle idee che si spintonano nel mio sentire e premono per uscire e lasciare il posto angusto della mente, come una scolaresca che si accalca alla porta al suono della campanella.
Lancerò nel web questa esigenza di leggerezza e semplicità, due qualità primarie che possono essere evocate anche quando si trattano argomenti di un certo spessore.
Perché questa è la necessità che tutti avvertiamo, semplificare ciò che appare complesso, alleggerire ciò che pare opprimere.
Andare un po’ controcorrente quindi, a detta di molti pare sia la mia specialità (e non è sempre un complimento), e sviscerare la naturale natura umana, quella delle belle emozioni.

Come si svilupperà ancora non l’ho programmato, riscontro ogni volta gran fatica a programmare, e dunque non lo farò. Visto che parlo di semplicità che semplicità sia!
Sarà probabilmente una sorta di diario dal quale lanciare là fuori tutto quello di cui voglio parlare, quello che mi sta a cuore, la vita, in fondo, perché quando è lanciato fuori è creato e modifica anche me.
Certo che lo faccio nella speranza che altri abbiano il piacere di entrare nel mio mondo attraverso le mie parole e in questo caso non sarà più solo il mio, di mondo, diventerà “il nostro”. Ed è la cosa fantastica che mi aspetto accada.

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