Quanto pesano i pensieri?

Pensieri ne abbiamo?

Qualche chilo, più o meno. Non li ho pesati bene, forse perché una bilancia tarata per i pensieri non c’è. Ci sono tanti pesi e tante misure, a cosa servono poi…

Tanti quanti sono gli uomini. Nessuno usa la stessa bilancia. Ma il peso dei suoi pensieri nessuno sa qual è. Parrebbe un’idiozia, quello di parlare del peso dei pensieri, una ridicolaggine. Invece trovo che abbia un peso, parlare del peso dei pensieri, perché poi ci viene la gobba.

 

Da ragazza avevo ritagliato meticolosamente da un giornale una poesia. Era di un poeta famoso, non ricordo chi, e non ricordo nemmeno la poesia. L’ho tenuta per molti anni poi credo, forse, di averla gettata, insieme alle molte cose che ciclicamente ritengo mi tolgano il fiato. Detesto essere piena di cose, nei cassetti, nelle scatole, negli armadi. Mi rubano l’aria. La poesia, sebbene sia quasi sacrilegio citare in prosa i versi di una poesia, diceva all’incirca così: vai piano piano alla finestra a guardare se il disastro del mondo continua.

 

Caro il mio poeta, i cui versi non ho dimenticato in tutti questi anni sebbene abbia dimenticato te, sono certa che se tu fossi qui adesso quella poesia non esisterebbe. Affacciarsi alla finestra adesso è pazzia più di qualsiasi pazzia. Bisogna avere nervi saldi e cuore impavido, per affacciarsi adesso. Bisogna avere la spada di Artù sguainata, per affacciarsi adesso. Bisogna avere fede incrollabile. Sono certa che adesso avresti parlato del peso dei pensieri. Perché vedi, poeta, ci sono così tanti pensieri che sbatacchiano dappertutto che risulta quasi impossibile non essere colpiti in piena capoccia mentre cammini in questo mondo, sarebbe fondamentale che qualche saggio parlasse del peso.

 

Alcuni sono più leggeri, altri quasi non li senti nemmeno, ma ce ne sono molti che paiono delle palle di cannone, sparate per affondare la prua. Quando ti colpisce uno di quelli stenti a rimanere saldo. Per non parlare dei propri, di pensieri: affossano. Per questo ci viene la gobba. Dicono sia colpa della postura tenuta per guardare i cellulari. Macché, è la sporta carica di pensieri che ci portiamo appresso, qualcuno esce persino, caricandosi lì, proprio sulla cervicale e causando qualche problema oggettivo. Il medico, che non è consapevole perché nessuno ha parlato del peso dei pensieri, ti manda a fare una visita da un posturologo, che costa una fortuna, e già così ti vengono pensieri pesanti. Il posturologo ti fa fare le solette per le scarpe, ti mette il bite ai denti di notte, e ti riceve svariate volte, così che sei depresso perché il conto in banca diminuisce.

 

Te lo dico io, che lo so. È solo il peso dei pensieri. Quanto pesano? Qualche chilo l’uno quelli davvero pesanti; dal mezzo chilo al chilo quelli che pensi di controllare, più o meno. Quanto pesa la speranza? Niente, perché non ci credi, quella è come acqua versata sul fuoco, evapora.

 

Il tuo pensiero sia leggero, il tuo respiro più ampio dei tuoi polmoni, la tua mente veda oltre lo sguardo dei tuoi occhi, il tuo cuore possa battere più a fondo del tuo petto. La differenza è circondarsi di bellezza, la differenza è guardare oltre l’orizzonte che ti sei imposto. Ecco la guarigione della cervicale, per così dire.

 

 

 

 

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