Rivoluzione

Un periodo rivoluzionario. Mentre il mondo, che pareva avere un motto di rivoluzione al suo interno (umanità compresa) si scopre schifosamente roteante sulla stessa ruota da criceto, io mi sono rivoluzionata per davvero.

 

Parlavo con la mia amica Roberta, descrivendo con asciutte parole e crudelmente la situazione, quando non si sa come né perché il vento è cambiato. Mi si è illuminata la testa, davvero, con un colpo di genio ho visto la situazione nel suo insieme e dato un colpo di spugna. Ho preso decisioni accurate così in fretta che sono rimasta colpita da questa mia capacità, manifestata per la prima volta in modo così istantaneo e deciso. Via, si ricomincia da capo. Ovviamente con situazioni nuove. È stato un mese davvero intenso, giorni che mi sono parsi un attimo e durare per sempre. Così mi ritrovo a questo punto, questa soglia del 20 agosto, a guardare ai prossimi giorni come nuovo inizio.

 

La faccenda, a dire il vero (e non credo c’entri il vento questa volta), ha avuto inizio da un momento di lucida follia, proprio solo un momento, nel quale ho fatto una scelta proclamandola ad alta voce, una scelta che va nella direzione opposta a come stanno le cose fatte per benino. E comunque secondo me, del resto unico parere che conta davvero in questo affare, l’opposto può far bene. Anzi: più che opposto direi proprio fuori. Fuori dagli schemi e da quello che ci si aspetta ragionevolmente, fuori dai dettami del comportamento comune.

Per questo ho scoperto che le grandi rivoluzioni si attuano a partire da “fuori”. Bisogna uscire da una bolla di faccende, che è tutto un universo creato negli anni con tutte le questioni vissute legate tra loro da fili indissolubili, tutte quelle traversie che ti tengono legato al ricordo. È la memoria di questi eventi che ci tiene rinchiusi in quella bolla/universo. Gli eventi non esistono più in realtà, ma ancora permangono tutte le convinzioni sviluppate intorno a essi, divenendo una prigione. Uscire da lì permette di creare nuove situazioni ed esperienze. Oh, lo so che si dice sempre, lo so che questi messaggi viaggiano e viaggiano attraverso tutti i canali possibili. Ma un altro conto è vivere questa esperienza invece di concordarne il senso solamente. Un’altra cosa è trovarsi affacciati su un’ampia vallata.

 

E così mi ritrovo con la vita rivoluzionata, per scelta, e nessuna cosa più dove ero solita trovarla. Adesso non resta che sperimentare, e devo dire che ho una certa eccitazione all’idea che le cose possano accadere così facilmente, dopo anni di spingi/tira/arranca. Seguono aggiornamenti…

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