Theresa Kachindamoto

Era una comune segretaria in una scuola della città di Zomba, la sua vita era tranquilla, viveva con il marito e i loro cinque figli in una serena cittadina sulle rive del Lago Malawi che ha uno dei principali porti della regione. Poco più di 14.000 abitanti, con un supermarket, due ferrovie, autobus e una banca aperta nel 2010, e distante circa 2 chilometri dal luogo di lavoro. Una vita ideale.

 

Theresa discende da una famiglia di capi-villaggio che sono figure autoritarie in Malawi. Ecco perché nel 2003 è stata scelta come capo tradizionale di alto livello, senza nessuna possibilità di rifiutare l’incarico. Si è ritrovata così a capo di oltre novecentomila persone del distretto di Dedza, ha ricevuto i vestiti rossi e la fascia in pelle di leopardo, simboli del suo rango. Non le restava che iniziare il tour per conoscere le persone del distretto che le era stato assegnato, ed è quello che fece. Dice di essere rimasta scioccata quando, visitando centinaia di capanne di fango ricoperte di paglia, vide bambine di non più di dodici anni con in braccio il loro figlio.

 

Entrata a stretto contatto con la realtà delle spose bambine Theresa non ha dubitato un attimo: ha deciso che questa pratica doveva terminare. Parla alla gente, cercando di convincerli quanto sia dannoso proseguire in questa tradizione. Le bambine vengono date in sposa ad adolescenti, e non solo, per via dell’estrema povertà delle famiglie, per quanto denaro ricevono e quanto in meno costerà loro mantenere la figlia oppure per ripagare un debito. Thereza li convince che una bambina che frequenta la scuola potrà in futuro fornire una migliore condizione ai suoi parenti, traghettandoli fuori dalla miseria. Parla dei pericoli cui vanno incontro durante una gestazione e un parto in età così giovane. Si rivolge al Parlamento che nel 2015 promulga una legge che vieta i matrimoni al di sotto dei 18 anni. Ma i minori possono ancora sposarsi con il consenso dei genitori, perché cambiare una tradizione diffusa è più difficile di qualunque altra cosa. Ci sono distretti dove nemmeno le forze dell’ordine possono intervenire perché vengono letteralmente linciati dai parenti inferociti.

 

Theresa non sempre ha ricevuto consensi, sia da parte degli altri capi sia dalla gente dei villaggi, è stata oggetto anche di numerose minacce di morte. Nella giurisdizione controllata da Theresa le cose vanno un po’ meglio, non così nel resto del Malawi.

Ha fatto annullare ogni unione esistente prima del suo insediamento e ha forzato il Parlamento, nel 2018, ad alzare la soglia d’età consentita per i matrimoni da 18 a 21 anni. Ha sollevato dagli incarichi quattro capi tradizionali maschi che non osservavano la costituzione, ha organizzato comitati di genitori che controllano e diffondono le leggi costituzionali, ha richiesto collaborazione con persone autorevoli della comunità, con organizzazioni che operano sul territorio, religiosi e non, ha invitato le donne del Parlamento a visitare le scuole per incentivare lo studio della lingua inglese. Se studiano, dice Theresa, potranno fare della loro vita quello che vorranno.

 

La sua determinata e rumorosa azione ha portato consapevolezza alle ragazze e ai loro parenti, sebbene non tutti abbiano aderito. Le cose iniziano a cambiare, almeno in Malawi, considerato uno dei paesi più poveri al mondo e quello con maggior numero di spose bambine. Negli ultimi tre anni Theresa è riuscita a porre fine a più di 800 matrimoni e alle pratiche di abuso che ne derivano. Non è facile, come ammette lei stessa, e non le interessa la reazione della gente: è determinata a non darsi pace fino a quando questa assurdità non sarà cessata del tutto.

 

Nel 2016 Theresa è stata insignita del Jesse & Helen Kalisher Award, un premio creato nel 2011 destinato a chi ha un impatto positivo sull’umanità, correndo rischi per se stesso e operando il cambiamento. Le è stata consegnata una donazione di 2.000 dollari, che coprirà le tasse scolastiche per 144 ragazze. “Educa una ragazza e educa l’intera area … Educa il mondo.” La sua fama è diventata internazionale ed è stata intervista da reti come BBC News, Alijazeera e Cnn, diffondendo la consapevolezza di questa piaga nel mondo e ricevendo numerose donazioni, che lei destina per intero all’istruzione. Si dice che la pop-star Madonna sia il più grande donatore internazionale in Malawi.

 

Theresa ha reso l’istruzione una priorità assoluta e ha dichiarato: ” Che piaccia o no, queste bambine non dovranno più tornare alla loro vecchia vita. Sono io il capo che decide del loro futuro.”

 

https://www.lavoce.online/2018/12/31/le-donne-sono-vento-theresa-kachindamoto-un-futuro-piu-luminoso-per-i-giovani-del-malawi/

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